Ciao Betto, tu sei una specie di celebrità locale.Come ti fa stare questa cosa?
Mmmhhh… ammesso e non concesso che sia realmente così, non penso mai a questo aspetto. L’obiettivo è sempre stato semplicemente quello di promuovere con passione (e farla conoscere al maggior numero di persone possibile) questa mia serata ROCK in Valdarno (che sostanzialmente si ispira ai “luoghi di culto” rock di un tempo; posti come il CENCIO’S, la FLOG, il LION’S GARDEN e il METROPOLIS)… Comunque, tornando alla domanda, se “VIVA LA ROCK ‘N’ ROLL” è conosciuta e popolare non mi può far altro che piacere!
Come è iniziato tutto questo?
Partendo da davvero lontano potrei dire che il tutto è cominciato da piccolo con i tanti pomeriggi spesi ad ascoltare il primissimo Vasco, Battiato, gli Stones, i Led Zeppelin, i Dee Purple e i Kiss. Però pensando al primo vero e proprio ‘segnale’ mi torna in mente una lontana festa di capodanno (avevo 14 anni) in cui non trovai di meglio da fare che selezionare un po’ di musica per i miei amici, districandomi con difficoltà fra vinili e cassette (!). Da questo momento in poi l’amore per la musica è cresciuto in maniera esponenziale e ha ricevuto una grande spinta da un’esperienza fondamentale quale la “militanza” per RADIO WAVE/ITALIA WAVE, con cui ho collaborato/lavorato per ben 11 anni. La gavetta vera e propria come dj è poi cominciata con le serate al METROPOLIS di Terranuova B.ni. Altro snodo fondamentale è stato poi entrare in contatto con la splendida realtà di GRAVANELLA, che ha permesso di dare concretezza prima e solidità poi a live e dj set dall’impronta ROCK.
Con quale criterio scegli i gruppi da proporre alle serate?
Il criterio è cambiato con il tempo: in un primo momento la scelta ricadeva sempre e solo su gruppi con cui avevo stretto un rapporto di amicizia o che apprezzavo fino in fondo. Poi successivamente è maturata la volontà, o comuque l’impegno, di tentare di creare una “scena rock” locale: una sorta di “comunità rock” che sviluppasse di pari passo un “senso d’appartenenza”. E allora le maglie della selezione si sono allargate sino a comprendere quasi tutte le band del circuito valdarnese.
Quali sono i gusti musicali di Betto?
Non ho davvero limiti nell’ascolto. Apprezzo davvero di tutto e sono incuriosito da tutto; posso passare senza problemi da un genere all’altro: ROCK, SOULFUL HOUSE, PUNK, FUNK, SOUL, DISCO, BOSSANOVA, NEO WAVE, NO WAVE, HIP-HOP, TRIP HOP, ELECTRO, DRUM ‘N’ BASS, HEAVY METAL, H-C-, NOISE, HARD ROCK, INDIE, POST-ROCK, DETROIT TECHNO… e chi più ne ha più ne metta! Sarà una frase fatta e scontata, ma l’unico fattore discriminante è che si tratti di BELLA MUSICA. Diciamo però che al momento le mie attenzioni sono dicotomiche: sul versante ROCK, l’heavy metal pe(n)sante di gente come MASTODON, BARONESS, NAAM e TOOL. Sul versante ELETTRONICO, i ritmi ossessivi di JUSTICE, BOYS NOIZE, GOOSE e SOULWAX.
La musica preferisci comprarla o scaricarla?
Devo dire che scaricare è assai comodo e utile. Mi piace avere la possibilità, in pochi minuti, di poter ascoltare una novità di cui ho letto una bella recensione o comunque di aver accesso pressoché immediato ad un disco che m’interessa. Però alla fine l’acquisto materiale rimane per me imprescindibile: ritengo la musica così meravigliosa e importante da meritarsi qualche sforzo concreto (… quello economico!). E inoltre provengo da una generazione che non aveva a disposizione né internet né il download ‘selvaggio’. Quando io ero adolescente (culturalmente e attitudinalmente si tratta di un’era geologica fa!) l’unica strada da percorrere per accedere alla MUSICA era quella di spulciare i cataloghi cartacei dei principali negozi di vendita per corrispondenza e/o affidarsi a periodici “viaggi della speranza” verso le grandi città (Firenze, Roma e Bologna) in cerca degli artisti desiderati. E poi, sarò nostalgico o “fuori dal tempo”, ma ritengo che un album sia una vera e propria opera d’arte che rischia di perdere parte del suo significato se privata del suo “corredo”: le foto del booklet, i colori e le immagini usate, i testi delle canzoni, i ringraziamenti e le note. E infine devo dire che sono un po’ allergico all’ascolto di un pezzo e via: mi piace sempre apprezzare un disco nella sua interezza, dato che le canzoni di un album sono assai spesso concepite/create per essere ascoltate in una ben precisa successione (basti pensare ai Pink Floyd di “Dark side of the moon”… ).
Un locale dove vorresti suonare?
Bella domanda!.. . . . però forse da declinare al passato: avrei voluto di sicuro mettere i dischi all’ HACIENDA: il celebre club gestito dai Joy Division assieme al produttore discografico Tony Wilson (Factory Records). Credo che sia stato un ambiente e una scena (quella di Manchester) davvero stimolante! In linea di massima però, alle grandi arene preferirei i piccoli club densi di fumo e assai sudaticci; posti che riescono spesso a trasmettere un’intima atmosfera da “rock ‘n’ roll all nite long”.
Da grande cosa vuoi fare?
a grande voglio riuscire a non chiedermi mai “cosa farò da grande?”! … A parte gli scherzi; ovviamente l’idea è di continuare a gravitare intorno al mondo della musica: gestire un locale, un’etichetta discografica, organizzare grandi manifestazioni oppure occuparsi di scoprire/produrre nuove band. Ci sono alcune idee ancora da focalizzare al meglio.
Cinque dischi della tua collezione personale che salveresti a qualunque costo?
E’ veramente impossibile fare una scelta del genere. Come ti dicevo sono un onnivoro maniaco musicale. Comunque la mia è una formazione ROCK piuttosto ‘classica’, che si è sviluppata attraverso i suoni del PUNK, del ROCK ‘N’ ROLL , del THRASH METAL, del GRUNGE e della musica INDIE (intesa anche come concetto e “filosofia”). Quindi, se proprio dovessi ridurre il tutto a dei nomi (piuttosto che a degli album), sentirei assolutamente la necessità di arrivare a salvare almeno una decina di artisti: BEATLES (che sono Dio!), STOOGES, RAMONES, SEX PISTOLS, CCCP, METALLICA, GUNS N’ ROSES, NIRVANA, RADIOHEAD, NINE INCH NAILS. (… ma lasciar fuori SMITHS e PIXIES è praticamente reato!)
Cosa pensi dei giovani valdarnesi?
Penso che siano entusiasti, stressati, spersi, curiosi, pazzi, apatici, incoerenti e appassionati tanto quanto molte delle generazioni che li hanno preceduti.
Grazie mille Alberto! Sei stato gentilissimo!
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